Fare spazio al Wireless

“Home is where your WiFi connects automatically” c’è scritto in una di quelle immagini che girano spesso sui social media. Questo vuole ironizzare sul fatto che al giorno d’oggi siamo alla ricerca costante del Wi-Fi e dove possiamo connetterci ci sentiamo finalmente a nostro agio come a casa. Infatti è proprio in casa e poi anche il posto di lavoro, dove è stata utilizzata per anni questa tecnologia per connettere i diversi dispositivi ad internet.

In seguito, anche qualche bar o luogo di studio o ritrovo (come biblioteche ed università) hanno iniziato a mettere a disposizione la propria connessione per chi voleva connettersi con il proprio laptop o notebook.

Naturalmente, con l’enorme successo dei dispositivi mobili e il loro utilizzo da parte di chiunque (in Italia addirittura si parla di circa un telefonino e mezzo per abitante) anche lo sfruttamento del Wi-Fi si è ampliato.

Secondo uno studio effettuato dalla Commissione Europea il 71% del traffico dati senza fili viene generato dai dispositivi mobili che si collegano alle reti WiFi.

WiFi Bar

Una grossa società che si occupa della rete ha rilevato su un campione di 620 utenti italiani che il 90% di essi vada alla ricerca di luoghi dove poter accedere ai servizi WiFi.

Anche le grandi città stanno cercando di adeguarsi al cambiamento, mettendo a disposizione dei propri cittadini una crescente serie di punti d’accesso alla rete WiFi.

Milano, per fare un esempio, mette a disposizione 383 hotspot e oltre 700 access point attivi nelle nove zone della città, insieme a 29 “isole digitali”, vere e proprie postazioni multimediali dove ci si può connettere liberamente con i propri tablet, laptop e smartphone.

WiFi Milano

Oltre agli enti pubblici anche le compagnie private che gestiscono il traffico dati stanno iniziando a contribuire allo sharing e all’ampliamento dell’uso del WiFi. Esistono Infatti dei nuovi “pacchetti” per cui ogni modem del cliente diventa un punto di accesso WiFi a disposizione della community degli altri acquirenti dello stesso servizio.

Non è solamente per fini privati che ci si collega al WiFi, infatti una delle sue applicazioni maggiori è nell’ambito lavorativo e anche in questo settore vi è un aumento dell’impiego di dispositivi più moderni che necessitano tutti di una rete WiFi.

Da qualche mese a questa parte, sembrerebbe che l’obiettivo finale di ogni azienda, che sta pensando al rinnovo delle dotazioni tecnologiche delle proprie sale riunioni e a nuovi allestimenti audio / video, sia quello di fa sparire i cavi e di poter connettere i dispositivi BOYD (Bring Your Own Device) come laptop, tablet e smartphone per condividerne i contenuti.

Le nuove generazioni infatti sono più portate ad una modalità lavorativa di tipo “collaborativo” ed essendo cresciute nell’era digitale, trovano naturale utilizzare i propri dispositivi per presentare, mostrare le proprie informazioni o ricevere quelle condivise dagli altri.

WiFi meeting

Sul mercato sono già disponibili diverse soluzioni che permettono la connessioni dei dispositivi wi-fi a “chiavette” USB connesse a proiettori o display o a punti di accesso che aggregano più dispositivi e sono in grado di mostrarne i contenuti, uno alla volta o simultaneamente.

In quest’ultimo caso è possibile attribuire ad una persona il ruolo di moderatore, affinché svolga una funzione di regia nel corso di una riunione o di una conferenza.

Dato il diffondersi così veloce di queste soluzioni è molto probabile che in futuro si possa incorrere in un problema di spazio nello spettro di frequenze dedicato al wi-fi, un po’ come accaduto nel recente passato per i microfoni senza filo dove le autorità hanno addirittura imposto un nuovo piano di frequenze. La televisione Digitale Terrestre ha visto una compressione delle frequenze per fare spazio ai fornitori di servizi wireless che permettono a molti di noi di essere connessi costantemente alla rete con i propri dispositivi mobili.

Oltre allo spazio per nuove frequenze un altro tema fondamentale sarà la copertura, infatti il crescente utilizzo e sviluppo di IoT (Internet of Things) e IoE (Internet of Everything), vedono un aumento notevole della richiesta di connettività per un numero sempre maggiore di dispositivi che non potrà essere soddisfatto dalla capacità dei servizi attuali; probabilmente bisognerà pensare ad una espansione di servizi wifi a livello urbano.

In questo scenario gli utilizzatori di dispositivi AV professionali che sfruttano la connettività wireless con microfoni, dispositivi per la trasmissione dei segnali video e sistemi di controllo, saranno più preoccupati della connettività di questi ultimi o di quella del proprio smart-watch? Sicuramente questa competizione metterà a dura prova i limiti fisici dello spettro delle frequenze, che spinto verso maggiori larghezze e necessità di mantenere le connessioni anche a lunga distanza, stimolerà i produttori a trovare soluzioni nuove e creative per accontentare le esigenze degli utenti.
G.V.